Fumare mi sprona a pormi degli obbiettivi, mi spinge ad immaginarmi futuri implausibili, a guardarmi con occhi diversi, a fare buoni propositi e sognare di migliorarsi, amplia.
Avere un vizio è sempre anche la tensione di volersene liberare. Di volersi controllare nel sentirsi controllati. È un gioco di volontà e limiti, in fin dei conti tutti hanno delle abitudini assurde, tutti i gruppi sociali hanno delle leggi incomprensibili.
A proposito di propositi è un accostamento di parole assurdo fatto dal sottoscritto di proposito.
A proposito di propositi dovrei tenere un diario. Visto che ancora non so come registrare altrimenti i miei pensieri. Dovrei inventarlo, qualcosa di simile alla perfetta ripetitibilità, un registratorino che mappa gli impulsi nelle sinapsi, che si può stoppare, riavvolgere e risentire, che può essere fatto rivivere attraverso lo stimolo degli stessi impulsi seguendo la traccia, come in quel film.
So che non stai leggendo, non abbastanza comunque, non farsi una colpa dell’ignoranza non vuol dire non volersi migliorare, alcune cose che non sai non importano comunque non preoccuparti oppure tutto importa ma allora va sempre bene finchè c’è una storia, senza storia non c’è vita senza storia.
Allora tantovale.
Tantovale aprirsi, tanto vale starsene zitti, tantovale essere unici, che poi in sette miliardi è anche dura votare ogni volta che ci sono i mondiali tanto la televisione è la novella democrazia, ognuno ha l’occasione di avere il diritto di dire o fare qualcosa di impressionante per la fama passeggera in due minuti di celebrità, mentre dovrebbero avere tutti insieme il diritto di esprimersi votando.
Che ne so far finta di voler migliorare il mondo tutti insieme potrebbe fungere da stimolo per farlo davvero, una volta tanto.
Probabilmente non ci saranno abbastanza televisori, o telecomandi. E forse per fortuna.
Perché sennò la balla del suffragio universale non regge mica, chi non ne sa perché se ne fotte di quello che gli accade intorno non deve certo essere rappresentato. Siamo per i diritti di tutti ma noi ne abbiamo di più per noi, può andar bene solo se cerchi di migliorare gli altri o menti a tutti.
È da ipocriti pagare meno se sai che lo sconto è lo scotto altrui. Se il tuo guadagno significa che uno viene tenuto in povertà totale per obbligarlo a lavorare per un nonnulla è una mascalzonata.
Puoi far finta di niente ma mica sempre.
A livello locale facciamo votare tutti perché sennò mia nonna non vota e lei ha visto la guerra (e può convincere anche la sua amica ‘Tita che è grata a Dio perché c’è ancora il Re), e non si potrebbe promettere l’appalto a qualcuno coi soldi di qualcun altro, mentre a .
Ecco ho perso un pensiero. Che amarezza.
Provo il giorno dopo a continuare da dove ho lasciato: per un suffragio ragionato, come scegliere quali criteri usare per rendere ad accesso limitato ai migliori l’attività di governo? Il problema è che chi decide dovrebbe essere il già il migliore?
Esami per essere candidabili di:
-lingue: lingua madre e dialetto a livello locale, inglese e terza lingua almeno per il parlamento europeo
-cultura generale: geografia e storia, il sindaco di un paesino può non sapere l’anno della scoperta dell’america? storia dell’istituzione di cui si vuole far parte.
-educazione civicostituzionale con approfondimento riguardo la carica che si vuole ricoprire, non si può candidare uno che non ha prima studiato come fare il lavoro che vuole fare.
-diritto: per sapere cosa in quel posto si può fare ma soprattutto quello che non si deve.
-un numero minimo di proposte per cambiamenti, ma conoscenza di tutte le problematiche e posizione al riguardo devono essere necessariamente preliminari: non ci si può candidare perché si vuole fare una cosa e poi per il resto voti come ti dicono di fare, non ha senso, proponi la tua unica idea ad un candidato in cambio del voto piuttosto.
-ho letto e compreso che qualora un’indagine a mio carico dovesse portarmi ad essere un cattivo esempio lascerò il posto, perché rispetto delle istituzioni è non volerle coinvolgere con affari personali.
-il privato che vuole partecipare alla gestione del pubblico deve essere disponibile a rinunciare ad una parte della sua privacy, si deve sapere dei personaggi e funzionari pubblici quanto guadagnano e se commettono atti deplorevoli, devono essere giudicabili dalle masse, e queste dovrebbero scegliere i buoni esempi.
-fedina penale pulita, anche se le leggi non sono già tutte giuste chi si candida dev’essere immacolato, chi vuole cambiare la legge può farlo candidando qualcuno che la pensi come lui seppur non l’abbia mai infranta.
-Come può uno al potere essere anche solo continuamente indagato per corruzione e rispondere che è inevitabile che uno al potere venga indagato per corruzione. Se uno viene indagato si dimette affronta il processo e se viene provato innocente può tornare con ancor più diritto di prima.
-il problema poi è che oggi fare il politico non significa saper governare, esporre bene delle idee ed essere convincenti
Il percorso di attuazione dev’essere dall’alto verso il basso: dal parlamento europeo deve essere eletto un governo europeo, che rispetti i suddetti criteri, l’esempio dall’alto significa che la meritocrazia deve istituzionalizzarsi selezionandosi, la presentabilità dei candidati spetta però ai partiti, che non si danno uno standard minimo: basta saper vendere bene idee e parole per voti, il pubblico non si può permettere incompetenti.
Paradossalmente i pochi che governano, ed in questo momento essendo apartitici o tecnici sono ancora in meno con più potere forse, dovrebbero ascoltare i molti: un governo provvisorio dovrebbe chiedere direttamente ai cittadini su più questioni possibili il loro parere, e questo si fa con referendum e almeno prendendo in esame le proposte di legge popolare.
Bisogna legare la perseguibilità al voto ed istituire una patente del cittadino ma ancor prima prepararlo, il voto dev’essere il risultato del percorso di studi e crescita, perché non già a 16 anni, ci sono ragazzini svegli e idealisti che si interessano del pubblico e hanno passato il test di educazione civica? Non sono meglio di svogliati, disillusi, disfattisti che non lo passerebbero? Spero che anche i condannati per mafia non possano votare a vita. Se questi ragazzi potessero, in cambio dell’accettazione consapevole delle proprie piene responsabilità davanti alla legge, voterebbero per interesse nel senso buono, di partecipazione.
Per quanto riguarda la Toquevilliana proposta di introdurre a livello europeo e non locale un’addizionale simbolica proporzionale al livello di studio, si può dirne che è fascistoide e settaria, ma educativa nel senso che sprona allo studio. Che poi è sempre possibile il fatto che un laureato in chimica possa non capire nulla di quello che gli càpita intorno e votare come un camorrista o un poveraccio comprati con 50 euro o un lavoro, però a livello locale si può controllare: una brava e capace persona che non ha fatto la terza media ma ha dedicato la vita al pubblico facendo politica potrebbe fare il parlamentare europeo? La verità è che a livello europeo dell’operato del parlamento se ne sa poco o nulla, non ci sono telegiornali che parlano di chi ha votato cosa, si sa che arrivano dei soldi di finanziamenti stanziati ma poi chi li da sono le banche e la Bce quindi contano di più loro. Visto che non si possono vedere i parlamentari all’opera, non sarebbe meglio scremarli prima di permettergli di essere scelti, se uno si candida con un partito e vuole fare il ministro del lavoro ne saprà di diritto del lavoro, e farlo selezionandoli anche per titoli di studio? Un laureato in medicina potrebbe avere delle buone idee a proposito del diritto allo sciopero, ma non è più probabile che ne abbia un sindacalista o un laureato in giurisprudenza?
E se si dividesse la popolazione per Qi potrebbe darsi che un fisico diventi presidente del consiglio, e investa solo in ricerca teconologica per farsi un megalaboratorio perché lui potrebbe andare su Marte se ne avesse i mezzi e gli altri morirebbero di fame.
Cosa succederebbe invece a livello europeo se si votasse all’oscuro? Ti danno una rosa di candidati con dei numeri, anche tutti uguali, delle maschere, senza faccia, tu ne leggi le idee e i titoli di studio e decidi. I nomi sono identificativi, non si tratterebbe di candidati anonimi, ma solo senza volto.
Voti senza volti.
Dietro il velo le idee. Si dovrebbe anzi tacere anche la parte politica o il partito del candidato, soprattutto a livello locale, giacchè contano meno i grandi ideali rispetto le politiche concrete sarebbe meglio si sapesse cosa ne pensano e cosa intendono fare riguardo a ben determinati punti.
In questo modo la partecipazione democratica sarebbe certo più difficile ma votare non deve essere cosa leggera. Forse vedo solo lo sprone che può dare alla partecipazione nel mio caso, sono laureato è logico che io voglia un decimillesimo di potere in più rispetto gli altri, mi sento migliore e plasmo il mondo secondo una mia visione probabilmente distorta, forse dico lo faccio per poi candidarmi io stesso perché bramo di dare un senso più alto alla mia vita, o almeno finire immortalato nella storia.
Forse escludere delle persone da un diritto o darne di più ad altri è discriminatorio e toglie diritti inalienabili acquisiti con dure lotte. Forse il suffragio deve restare universale per il parlamento ed includere la clausola addizionale per il senato, e un test ai ministri. Si così sembra abbastanza equilibrato.
Se un anziano non può andare in galera non può nemmeno votare, dei test attitudinali minimi per i rappresentanti saranno presto e tardi obbligatori. Chi non sa in che mondo vive non può decidere come deve diventare.